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Downloads Home » Tracce Soundtouring mp3 - Italiano
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La voce di Alberto Terrani ci introduce al tour e alle sue semplici regole di fruizione. Poi ci accompagna alla scoperta di Piazza dei Frutti e della facciata Nord del Palazzo, passando attraverso il Volto della Corda. Il racconto ci cala nel contesto della Padova del ‘200, quando i suoi abitanti concepivano l’opera grandiosa del Salone. Un intervento della prof.ssa Silvana Collodo ci aiuta a contestualizzare la costruzione del Palazzo in quel momento storico. La traccia termina alla colonna del Peronio, dove inizia anche la seconda traccia.
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Da piazza dei frutti una passeggiata ci porta a Piazza dei Signori attraverso via San Clemente, mentre il racconto ci spiega cosa avveniva nel medioevo proprio sotto i portici a lato della strada. Si entra così nella nobile Piazza dei signori, con il suo orologio-astrario, la cui storia è raccontata anche attraverso un aneddoto sul suo decoratore. Il racconto si sofferma poi sulla conquista di Padova da parte della Serenissima, mentre guardiamo il leone di San Marco sopra la colonna di fronte all’Orologio. Tornati poi indietro verso la chiesa di San Clemente scopriamo che essa era il punto di ritrovo per molte corporazioni medioevali di Padova, protette dalle statue dei santi sulla sua facciata.
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Prima di tornare al Salone – questa volta però da via Fiume – la voce del maestro Terrani ci fa rivivere il fatto di sangue a danno di alcuni studenti di Padova nel 1722, immortalato dalla lapide all’angolo della piazza. Poi, accompagnati dalle splendide musiche di Gary Marlowe, ci incamminiamo per via Fiume fino alla parete est del salone, con i suoi stemmi, busti e insegne. Un piccolo aneddoto popolare e l’interpretazione impeccabile di Alberto terrani ci spiegano perché l’ideatore del Palazzo della Ragione viene identificato, nella lapide sulla parete, in un certo “Pietro Cozzo”.
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Ci immergiamo nella atmosfera e nei profumi delle botteghe sotto il Salone, funzionanti da 800 anni, mentre il racconto ci stuzzica enumerando le prelibatezze che vi si vendono oggi. Usciti nuovamente sotto il volto della corda, la voce di Alberto Terrani e la drammatizzazione sonora ci fanno rivivere una delle più terribili pratiche che avvenivano qui: la tortura della corda, da cui il nome del passaggio. La traccia termina suggerendoci di cercare, scolpite nel muro, le misure standard usate nelle compravendite durante il medioevo. Con un’impeccabile pronuncia veneta, tanto quanto quella italiana, il maestro Terrani ce le enumera: lo staro, il quarelo, il copo, il brazzolaro.
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Piazza delle erbe. La quinta traccia ci fa scoprire il caratteristico mercato e le attività che nel medioevo avevano luogo sotto i portici. I portatori di vino avevano, in caso di bisogno, anche il compito di spegnere gli incendi. Ma quello, enorme, del 1420 non riuscirono a spegnerlo e noi lo riviviamo grazie alla drammatizzazione sonora di Alberto Roveroni. Dopo aver visitato le strade adiacenti dei macellai (via Daniele Manin) e delle taverne (via Squarcione), diamo un ultimo sguardo all’esterno del Salone. Ora si sale al primo piano.
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- Affacciati alla balconata della loggia, sentiamo i racconti dei re e papi che da lì si sono affacciati. Basta girarsi verso l’ingresso del salone per vedere poi il bassorilievo di Pietro d’Abano, questo misterioso e affascinanate personaggio, ispiratore del ciclo di affreschi astrologici dell’interno. Entrati attraverso la porta, il racconto e le musiche di Marlowe ci calano nella giusta atmosfera per ammirare la grandiosità dello spazio e la enormità del ciclo di affreschi. Sotto l’enorme statua equestre del Salone, sentiamo poi perchè questa mirabile opera lignea fu costruita e capiamo il perché della sua erronea attribuzione a Donatello.
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Il Salone era innanzitutto un tribunale. La VII traccia ci fa rivivere i rumori e le immagini dei processi dell’epoca, grazie anche al bellissimo affresco di un processo dell’epoca, forse proprio quello a Pietro d’Abano. Scorriamo le insegne degli animali che segnalavano la presenza dei diversi tribunali. Infine sentiamo il racconto e i suoni del “vituperio”, la pratica umiliante a cui erano sottoposti i debitori insolventi che, ci racconta Terrani, restavano in “braghe de tela”.
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Nella ottava traccia possiamo capire veramente cosa è raffigurato nel ciclo astrologico di affreschi del Salone, come sono organizzati i comparti e quali sono le particolarità di quest’opera pittorica eccezionale. Un intervento del prof. Giorgio Segato ci illustra una nuovissima linea di ricerca storica: il ciclo infatti - il più grande ciclo astrologico del mondo - sembra abbia degli stretti legami con l’antichissimo calendario tebaico.
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Dopo aver ammirato il bassorilievo dell’esploratore padovano Giovan Battista Belzoni, usciamo dalla Porta Pretoria. Il racconto ci fa notare la porticina angusta del tribunale del maleficio, dove si giudicavano i gravissimi reati di stregoneria. Dopo una discesa musicale della scalinata del comune, il giro si chiude di fronte all’icona della città, la statua della “vecchia Padova”.
